L’insostenibile pesantezza del vuoto: la società postmoderna e l’incapacità di annoiarsi

Il vuoto, questo (s)conosciuto… Lo avvertiamo tutti: in un’indefinibile irrequietezza, nei momenti di inattività forzata, nella mancanza di una persona cara, nello spazio-tempo di un sogno. Eppure, questa non dimensione, questo non-luogo lieve e denso di possibilità, nella nostra società, è avvertito come un fardello, come un peso che mal si sopporta, come qualcosa da riempire, ad ogni costo. Un delirio bulimico di tecnologia, cibo, sesso e molto altro ancora.

Ma andiamo per gradi…

Questo post me lo ha ispirato mia figlia: non ha ancora otto anni ma, spesso, pone domande difficili, a cui è difficile rispondere con un linguaggio adeguato ad una bambina della sua età. Ecco perché punto più sull’esempio e, se non basta, sulla metafora, pur essendo e restando una mamma molto imperfetta e riconoscendo su di me, in primis, la difficoltà di educare.

Prima di affrontare l’argomento, c’è quindi bisogno di un breve prologo. Read more

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