I Disturbi dell’Alimentazione: quando il cibo diventa un nemico

Il rapporto con il cibo è, spesso, di tipo conflittuale: amore-odio, desiderio-rifiuto, attrazione-repulsione.

In una certa misura questa modalità, che ho definito conflittuale, si può considerare normale, almeno fino a quando non assorbe tutta l’attenzione e tutti i pensieri, almeno fino a quando non comporta seri danni per la salute psico-fisica e relazionale delle persone.

Da tempo è ormai nota la relazione esistente tra mondo psichico e alimentazione: alla base dei frequenti insuccessi nel mantenimento degli obiettivi di una dieta, ad esempio, o del mancato mantenimento del peso-forma desiderato una volta che questo è stato raggiunto, vi sono emozioni inespresse o conflitti psichici irrisolti. In questo caso il sostegno di uno psicologo, unito alle indicazioni di un medico nutrizionista, possono trasformare il fallimento in un nuovo vincente progetto di vita.

 

In questo post vediamo invece cosa si intende quando si parla di veri e propri Disturbi dell’Alimentazione degni di attenzione clinica, di quando cioè il cibo diventa un nemico.

Quando si può parlare di Disturbi dell’Alimentazione?

I Disturbi dell’Alimentazione (DA) sono vere e proprie patologie caratterizzate da abitudini alimentari scorrette che comportano un grave distress psico-fisico, associate a preoccupazioni e pensieri ossessivi relativi al peso e all’immagine corporea.

Questo tipo di disturbi è caratterizzato da un’assunzione di quantità di cibo inadeguate o, all’opposto, eccessive, tanto da danneggiare la salute del soggetto. Non di rado i DA si presentano in comorbilità (cioè in compresenza) con disturbi d’ansia o dell’umore (depressione), dipendenze da sostanze e altri disturbi psicopatologici. La storia personale può essere caratterizzata da uno o più traumi non adeguatamente rielaborati o risolti.

Le forme più comuni (e diffuse) di Disturbi dell’Alimentazione sono l’Anoressia Nervosa (AN) e la Bulimia Nervosa (BN), tra loro strettamente legate. Da un po’ di tempo anche il Binge Eating Disorder (BED, Disturbo da Alimentazione Incontrollata) è entrato tra i disturbi degni di attenzione clinica, pur essendo caratterizzato da aspetti diversi rispetto ai primi due, come ad esempio la mancanza di comportamenti di compensazione dopo le abbuffate.

Inoltre, mentre l’AN e la BN sono nettamente più frequenti nella popolazione femminile, soprattutto giovanile, il BED è diffuso anche tra persone di sesso maschile e di età più avanzata.

Come dicevamo, le abbuffate in questo caso non sono seguite da condotte di compensazione (vedi sotto le caratteristiche di AN/BN) ma da un intenso senso di colpa, vergogna, inadeguatezza e dalla sensazione di essere incapaci di controllarsi. Il BED, inoltre, ha notevoli ripercussioni sulla salute psico-fisica, inclusa una grave obesità, e sulle relazioni inter-personali.

Tratterò questo disturbo in modo più approfondito in un altro post. Vediamo adesso, invece, come riconoscere l’AN e la BN.

Il BED può essere definito come un disturbo della nostra epoca, essendo caratterizzato da un’assunzione eccessiva di cibo, spesso di tipo “trash” o “junk” (ricchi di grassi, zuccheri e sale), facilitata dalla elevata disponibilità di questo tipo di cibi, dalla facile fruibilità (non è necessario cucinarli, ad esempio) e dal loro costo relativamente basso.

 

Secondo il DSM-IV-TR (APA, 2002), ovvero secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, (la cosiddetta “Bibbia” degli psichiatri) vi sono alcuni precisi indicatori che permettono di porre la diagnosi di Anoressia Nervosa o Bulimia Nervosa. Tali indicatori possono essere facilmente “trasformati” in criteri diagnostici, cioè in criteri che, se riscontrati nel paziente, consento di porre una diagnosi clinica di Disturbo dell’Alimentazione.

Vediamoli in breve, così come riportati da Invernizzi (2006).

L’Anoressia Nervosa è caratterizzata da tutte e quattro le seguenti caratteristiche:

  • Severa perdita di peso (Indice di Massa Corporea, IMC <= 17,5kg/m2), accompagnata da un desiderio intenso e costante di dimagrire, non solo attraverso la restrizione alimentare (fino al digiuno) ma anche attraverso pratiche di compensazione come fare attività fisica in modo strenuo, vomiting, uso di lassativi e diuretici e così via;
  • Paura estrema di ingrassare, sovente accompagnata da una dispercezione della vera dimensione del proprio corpo e/o da dismorfofobia;
  • Eccessiva influenza del modo in cui il soggetto vive il peso del proprio corpo e la propria immagine corporea sui livelli di autostima e rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso;
  • Amenorrea (assenza di mestruazioni per almeno 3 cicli consecutivi). Nei maschi: un diminuito interesse sessuale che può essere associato a un disturbo dell’eccitamento;

Inoltre, a seconda del tipo di disturbo (AN con restrizioni o AN con abbuffate e/o condotte di eliminazione) si possono avere l’una o l’altra delle seguenti caratteristiche:

  • Restrizione alimentare e intensa attività fisica;
  • oppure saltuaria perdita di controllo sulla restrizione alimentare con abbuffate seguite da condotte di compensazione.

La Bulimia Nervosa, viene considerata in alcuni casi una variante dell’anoressia e definita come alimentazione “caotica” (Russell, 1979; 2004). Con l’Anoressia Nervosa condivide la preoccupazione costante per il proprio peso e l’eccessiva influenza che il peso e la forma fisica rivestono sui livelli di autostima. In ogni caso, per essere considerata Bulimia Nervosa vera e propria, non si deve manifestare esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa. Ciò che caratterizza la BN in modo peculiare è la presenza di abbuffate ricorrenti (almeno due volte a settimana per almeno tre mesi). Si definisce ‘abbuffata

  • il mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. 2 ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili;
  • con la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio.

Altrettanto ricorrenti  sono le condotte compensatorie che seguono le abbuffate, in particolare il vomiting.

Queste condizioni sono da considerarsi patologiche e necessitano di un trattamento multidisciplinare che comprenda diverse figure professionali – psicologo/psicoterapeuta, psichiatra, nutrizionista, fisioterapista e così via. Si può rendere necessario un ricovero ospedaliero (soprattutto nel caso di una marcata malnutrizione) o residenziale (per avviare un percorso di cura a lungo termine) e, in ogni caso, sarà necessario un percorso di sostegno psicologico a lungo termine.

Non solo AN/BN e BED

Come già accennato poco sopra, a proposito del BED, sempre più spesso i clinici si trovano davanti a pazienti con disturbi “nuovi” o non ben inquadrabili nelle categorie nosografiche sopra indicate. Tra quelli oggetto di attenzione del DSM vi sono, ad esempio:

  • la Night Eating Syndrome, così definita da Stunkard nel 1955 e caratterizzata da anoressia al mattino, iperfagia durante la notte e insonnia;
  • e l’Ortoressia Nervosa, caratterizzata da un’attenzione pervasiva ed eccessiva (tale da coinvolgere tutti gli aspetti della vita) nei confronti dell’alimentazione sana e salutare. Tale attenzione è tale da divenire morbosa e portare ad un deterioramento della qualità della vita, delle relazioni interpersonali e persino della salute fisica (Bratman, 1997).

Fin qui abbiamo visto alcune delle caratteristiche che ci consentono di identificare un Disturbo dell’Alimentazione. Nei miei prossimi post parlerò diffusamente sia di tutti gli aspetti relativi all’insorgere di questi disturbi, che delle modalità per identificare precocemente la presenza di questi disturbi (quali siano ad esempio i segnali di allarme da tenere in considerazione) e, infine, delle possibilità di trattamento.

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Annalisa Ilari – Psicologa   Tel: 331 3143184 – email: info@annalisailari.it

 

 

Bibliografia:

  • American Psychiatric Association (2000). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders Fourth Edition Text Revision (DSM IV-TR). Washington DC, American Psychiatric Association. (Trad. it. DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text Revision. Milano: Masson, 2002)
  • Bratman, S. (1997). Health food junkie. Yoga Journal October.
  • Invernizzi, G. (2006). Manuale di Psichiatria e Psicologia Clinica. Milano: McGraw-Hill
  • Russell, G. (1979). Bulimia nervosa: an ominous variant of anorexia nervosa. Psychological medicine, 9(03), 429-448.
  • Russell, G. F. (2004). Thoughts on the 25th anniversary of bulimia nervosa. European Eating Disorders Review, 12(3), 139-152.
  • Stunkard, A. J., Grace, W. J., & Wolff, H. G. (1955). The night-eating syndrome: a pattern of food intake among certain obese patients. The American journal of medicine, 19(1), 78-86

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