Bulimia Nervosa: Cause, Sintomi, Segni e Trattamenti

“In Occidente, dove il tenore di vita riesce a sfamare tutti (o quasi tutti), oggi sempre più si cerca di offrire agli altri, prima che a se stessi, un’immagine fisica attraente […]. Spesso in molte ragazze, ma ormai anche in molti ragazzi, appare un timore fobico di avere una deformità in qualche parte del corpo (dismorfofobia), sindrome che potrebbe collocarsi tra un’ipocondria estetica e una fobia sociale. Ma la cibomania vera e propria si esprime con la sindrome della bulimia […], che altro può essere se non un disperato tentativo di riempire i propri vuoti affettivi, la propria solitudine, la riconquista rabbiosa di un cibo affettivo che evidentemente non è stato erogato a sufficienza […]”  Antonio Lo Iacono*

 

Che cos’è la Bulimia Nervosa

Il termine Bulimia proviene dal Greco e significa, letteralmente, “fame da bue”. L’inquadramento nosografico del disturbo, però, sotto il nome di Bulimia Nervosa è piuttosto recente (1979) e si deve ad uno uno psichiatra britannico di nome Gerald Russell. La Bulimia Nervosa, inizialmente, venne considerata come una variante dell’Anoressia Nervosa per poi essere inquadrata come disturbo a sé stante.

La Bulimia Nervosa è infatti un grave disturbo psichico che comporta conseguenze fisiche talmente rilevanti da mettere a rischio la vita stessa. Si manifesta con l’ingestione di quantità esagerate di cibo (abbuffata) in un breve lasso di tempo, seguita da condotte compensatorie di vario genere messe in atto come forma di controllo del peso corporeo.

Le condotte compensatorie consistono nel vomito forzato autoindotto, nell’uso eccessivo di lassativi o diuretici o nel sottoporsi ad estenuanti sessioni di esercizi fisici prolungate nel tempo. Tali pratiche possono essere “esclusive” o, al contrario, utilizzate un po’ tutte, alternativamente o insieme (ad esempio vominting seguito da digiuno). Nel DSM-IV-TR le modalità compensatorie utilizzate determinavano la “tipologia” diagnostica – con o senza condotte di eliminazione – mentre, nella più recente edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, 2013) tale distinzione non sussiste più. In tale edizione vi è invece una classificazione della gravità del disturbo basata sulla frequenza degli episodi di abbuffata/condotta compensatoria in un certo arco temporale.

Spesso i soggetti che soffrono di Bulimia Nervosa (che, come per l’Anoressia Nervosa, sono in maggior parte donne) si rendono conto del fatto che queste condotte sono patologiche ma non riescono a controllare né le abbuffate né le condotte compensatorie. Nonostante gli sforzi profusi non riescono a risolvere il disturbo da soli e sperimentano un senso di non efficacia che rafforza il comportamento compulsivo.

Chi soffre di Bulimia Nervosa riesce a nascondere il proprio disturbo abbastanza a lungo perché si abbuffa e si “purga” in segreto. Inizialmente questo comportamento – che costituisce una sorta di strategia di coping per far fronte a situazioni o vissuti emozionali difficili da elaborare ad un livello cosciente, come l’angoscia abbandonica – viene messo in atto non solo come forma di controllo del peso corporeo ma anche per stabilire un (falso, fallimentare e rassicurante) senso di controllo.

Cause e fattori predisponenti della Bulimia Nervosa

Anche per la Bulimia Nervosa è impossibile definire il peso che un singolo fattore può avere sull’insorgenza e la persistenza del disturbo. Ciò che è certo è che vi sono una molteplicità di cause e fattori che contribuiscono, nella loro interazione, all’insorgere del disturbo o che, comunque, lo rendono più probabile. Tali fattori includono la predisposizione genetica, l’ambiente e il contesto in cui vive il soggetto, le influenze culturali (sempre molto importanti nei disturbi dell’alimentazione) e, ultimo ma non per importanza, le caratteristiche individuali psicologiche e di personalità.
Non dobbiamo inoltre dimenticare che la Bulimia Nervosa spesso rappresenta uno solo dei disturbi presenti in complessi quadri di comorbilità.

Quelli che seguono sono solo alcune delle cause all’origine dello sviluppo di una Bulimia Nervosa:

  • Cambiamenti o transizioni particolarmente stressanti
  • Una storia di abusi fisici o psicologici
  • Traumi di altra natura (pregressi o presenti)
  • Una percezione negativa della propria immagine corporea
  • Una bassa autostima
  • Svolgere un lavoro – o essere coinvolti a qualche titolo – in attività professionali focalizzate sulla performance e/o sull’apparenza
  • Una marcata impulsività, che si può manifestare anche nella sfera sessuale, sotto forma di pratiche autolesionistiche, nell’abuso di alcool o sostanze e così via
  • Una fragilità psichica frutto di relazioni familiari (in particolare con i genitori) disfunzionali con la presenza di una forte angoscia abbandonica

 

Bulimia Nervosa: segni e sintomi

Negli individui che soffrono di Bulimia Nervosa si possono riscontrare alcuni segni e sintomi comuni a tutti, imputabili direttamente alla natura del disturbo stesso. Questi elementi comuni possono essere ricondotti ai “criteri diagnostici” del disturbo, alle caratteristiche psico-fisiche  e alle conseguenze di ordine medico presenti a prescindere dal tipo di condotta compensatoria utilizzata.
Ad esempio:

  • Ingerire grandi quantità di cibo nell’arco di due/tre ore al massimo
  • Mangiare di nascosto, in segreto
  • Perdita di controllo sul cibo
  • Alternanza di periodi di sovralimentazione a periodi di digiuno
  • Continue fluttuazioni del peso corporeo
  • Alterazioni dei livelli degli elettroliti, che possono dar origine ad aritmia cardiaca, ad arresti cardiaci, fino a portare alla morte
  • Rottura dei vasi sanguigni negli occhi
  • Ghiandole del collo e sotto la mascella ingrossate
  • Infertilità

Vi sono poi una serie di segni e sintomi non sempre presenti, che potremmo definire di tipo “indiretto” e che dipendono, in particolar modo, dal tipo di condotte compensatorie utilizzate. Vale la pena ricordare che l’uso di condotte compensatorie è sempre estremamente pericoloso per la salute, soprattutto se ripetute con un’elevata frequenza, anche se le conseguenze degne di attenzione clinica cambiano a seconda del comportamento messo in atto.
Gli aspetti squisitamente fisici ed estetici verranno trattati più approfonditamente in un altro articolo.

Esempi di segni e sintomi riconducibili alla pratica del vomiting:

  • Traumi del cavo orale e della gola, fino a profonde lacerazioni o forme tumorali
  • Disidratazione cronica
  • Infiammazione dell’esofago
  • Reflusso gastroesofageo cronico e ulcere peptiche
  • Uso frequente del bagno soprattutto dopo i pasti

E così via.

La persona che soffre di Bulimia Nervosa può inoltre tendere all’isolamento e ad evitare occasioni sociali sia nel contesto familiare che amicale. Tale cambiamento è dovuto alla necessità di dedicarsi alle abbuffate e alle condotte compensatorie che, oltre ad occupare costantemente i pensieri dei soggetti bulimici, possono occupare anche molto tempo nella giornata della persona.

 

Trattamenti della Bulimia Nervosa

Visto che bassa autostima e percezione negativa della propria immagine corporea costituiscono delle costanti del radicarsi della Bulimia Nervosa, qualsiasi trattamento prescelto dovrebbe prevedere ed integrare terapie rivolte alla risoluzione di questi due aspetti.

In generale, così come per gli altri disturbi del comportamento alimentare, è consigliabile un trattamento multidisciplinare, che tenga conto anche dei disturbi psico-patologici spesso compresenti e degli aspetti medici. Il ricovero, soprattutto durante le fasi acute, è vivamente consigliato, proprio per i rischi per la salute estremamente gravi dovuti alla Bulimia Nervosa. I periodi di trattamento residenziale o semi-residenziale possono essere anche programmati con una cadenza periodica nel contesto di un trattamento costante e continuativo che deve proseguire anche al di fuori delle strutture residenziali.

I professionisti coinvolti possono essere molti e, di conseguenza, molti sono i percorsi di cura che possono essere proposti, in base alla gravità del disturbo, alle eventuali comorbilità e alla presenza di disturbi di ordine medico più o meno urgenti.

I trattamenti, che prevedono l’utilizzo di diverse tecniche psicoterapeutiche ed eventuali cure psicofarmacologiche,  in genere mirano a:

  • Interrompere il circolo vizioso abbuffata/condotta compensatoria, restaurando un comportamento alimentare sano e tempi di alimentazione ben regolati;

  • Indurre un cambiamento nei pensieri negativi, attraverso il riconoscimento, l’elaborazione e il cambiamento delle credenze errate o irrazionali, le idee sulla propria forma fisica e/o sul tipo di dieta più indicato per mantenere il peso corporeo nel range normopeso;
  • Elaborare e superare i problemi psichici ed emozionali. Questo obiettivo, sebbene sia stato indicato per ultimo, accompagna tutte le fasi del trattamento ed è di priorità assoluta. Le problematiche emotive e relazionali possono essere affrontate con colloqui individuali e di gruppo, in percorsi di cura che includono la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia dialettico comportamentale (DBT, di Marsha Lineham) e altri tipi di psicoterapia. In ogni caso, il percorso di accompagnamento psicologico non deve mai essere abbandonato dal paziente, sia dentro che fuori dalle strutture residenziali, e dovrebbe essere  mantenuto per un tempo ragionevole anche dopo aver sconfitto la Bulimia Nervosa. Il sostegno psicologico dovrebbe inoltre essere ripreso in qualsiasi momento della vita in cui si sentano riaffiorare vecchie fragilità o nuovi problemi.

E’ doveroso sottolineare che i disturbi dell’alimentazione, oltre ai problemi psicologici, comportano gravissismi problemi di salute e non vanno perciò mai sottovalutati. Va sempre evitato il “fai da te” e deve essere invece richiesto l’aiuto di un professionista.
Per chi non può permettersi la libera professione ci sono i medici di base che possono indirizzare presso la struttura pubblica più adatta.

 

*Antonio Lo Iacono, Psicologia della solitudine (2003, Editori Riuniti, pp. 42-43, corsivo nostro)

Att.ne:
L’articolo ha uno scopo puramente divulgativo e NON DIAGNOSTICO. I segni e i sintomi riportati sono esempi di ciò che la letteratura riporta rispetto al disturbo trattato nel presente articolo. Per una vera diagnosi è necessario rivolgersi ad un professionista del settore. Se si riconoscono questi segni e questi sintomi in se stessi o in una persona conosciuta è necessario rivolgersi ad uno specialista dell’alimentazione, e/o ad un medico, e/o ad uno psicologo, e/o ad uno psichiatra. Si sconsiglia vivamente il “fai da te”. Nel caso si assumano dei farmaci che possono modificare il comportamente alimentare NON SOSPENDERLI PER NESSUN MOTIVORivolgersi SEMPRE ad un medico.

Per qualsiasi ulteriore informazione o per fissare  un appuntamento contattatemi:

email info@annalisailari.it, tel 331 3143184.

Il primo colloquio è gratuito.

 

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