Binge Eating Disorder (BED, Disturbo da Alimentazione Incontrollata): cause, sintomi, segni e trattamenti

 

Che cos’è il Binge Eating Disorder (BED)

Il Binge Eating Disorder (BED) o Sindrome da Alimentazione Incontrollata è comunemente noto come una compulsione alimentare che comporta un’iper-alimentazione, ovvero l’ingestione di quantità enormi di cibo. Durante questi episodi di iperalimentazione, vere e proprie abbuffate, i soggetti si sentono incapaci di fermarsi, perdono letteralmente il controllo.

Questi episodi di iperfagia, affinché si possa parlare di Binge eating, devono avvenire con una frequenza media di due volte a settimana e durare da almeno 6 mesi.  abbuffata

Il primo autore a parlare di BED è stato Albert Stunkard, uno psichiatra e ricercatore statunitense che, nel 1959, identificò la Sindrome delle abbuffate notturne (NES, Night Eating Syndrome, già brevemente spiegata in un altro post, vedi qui). In seguito, per identificare un comportamento alimentare con caratteristiche simili alla NES, ma senza l’aspetto legato alle ore notturne, si parlò di Binge Eating Disorder.

Il Binge Eating Disorder colpisce sia uomini che donne: inizialmente normopeso o in sovrappeso, i soggetti con BED iniziano rapidamente a prendere peso e raggiungono situazioni di obesità o di grave obesità. Questa condizione, per motivi sia fisiologici che psicologici, rinforza questo comportamento compulsivo, in un circolo vizioso costituito da perdita di controllo – abbuffate – senso di colpa e disperazione – compensazione con ulteriori abbuffate e così via. Tutto questo porta le persone a sviluppare anche sintomi correlati riconducibili ad emozioni negative, senso di colpa e vergogna, stati ansiosi e depressione.

E’ facile capire come questo “meccanismo” porti a rinforzare il comportamento disfunzionale di iper-alimentazione e ad aggravare tutti i sintomi.

Si tratta di un disturbo sempre più diffuso, soprattutto nei paesi occidentali (ma non solo): estremamente comune negli Stati Uniti, dove la “cultura” del fast food è più radicata, sta crescendo in modo allarmante anche nel nostro paese.

Per quanto tutti i disturbi dell’alimentazione siano più diffusi nella popolazione femminile, il Binge Eating Disorder è ampiamente diffuso anche tra gli uomini.

 

Cause ed eziologia del Binge Eating Disorder (BED)

L’insorgenza del Binge Eating Disorder non può essere ricondotta ad una sola causa: come molti altri disturbi del comportamento, infatti, è dovuto a molteplici fattori di ordine bio-psico-sociale che, nel loro insieme, concorrono a inquadrare l’eziologia* del BED.

Tra questi vi sono:

obesità

Fattori Biologici: irregolarità di ordine biologico, come disfunzioni ormonali, mutazioni genetiche, predisposizione al comportamento alimentare compulsivo e alle dipendenze (addiction) in generale o, più in particolare, per il cibo;

Fattori Psicologici: sono state rilevate delle forti correlazioni tra Sindrome da Alimentazione Incontrollata e Depressione. Ricorrono inoltre: insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, una bassa autostima, difficoltà di coping rispetto alle emozioni e ai sentimenti(cioè difficoltà nel gestire le emozioni e nel fronteggiare quelle negative: utilizzo di “strategie” errate o disfunzionali);

Fattori Socio-Culturali (di contesto): situazioni traumatiche pregresse o attuali (ad esempio, situazioni in cui si riscontra una storia di abusi sessuali). Pressione sociale, standard imposti, rispetto al dover essere magri per essere accettati e per piacere agli altri: generalmente l’influenza maggiore arriva dai media ma, in generale, dalla cultura dominante. Coloro che vengono criticati per il loro aspetto fisico, specialmente in riferimento al peso, possono essere più vulnerabili di altri e sviluppare così un disturbo BED.

Questo breve elenco non rende certo conto della complessità dei fattori alla base dell’insorgenza di questo disturbo, ma contribuisce a chiarire come non sia possibile ricondurre la causa ad un solo elemento, in modo semplicistico e riduzionistico, e ad evidenziare come la pressione sociale e la cultura del “magro ad ogni costo” possano influenzare negativamente i soggetti più vulnerabili (soprattutto in età adolescenziale).

 

Segni e sintomi del Binge Eating Disorder (BED)

Al fine di diagnosticare** un disturbo dell’alimentazione, in questo caso il BED, è necessario prendere in considerazione una serie di indicatori specifici: i segni, cioè quello che è osservabile e registrabile anche dall’esterno, e i sintomi, cioè quanto riportato dal soggetto.

Il Binge Eating Disorder ha caratteristiche specifiche, come il sentirsi a disagio, imbarazzati, fino a provare vergogna delle proprie abitudini alimentari. Alcuni sintomi possono essere “nascosti” o, comunque, non intuibili: tra questi la sensazione soggettiva di vergogna per la perdita di controllo.

Da un punto di vista comportamentale tra gli indicatori che possono indirizzare verso una diagnosi di Sindrome da Alimentazione Incontrollata vi sono i seguenti sintomi e segni:

  • Mangiare di continuo, anche se pieni (comprende lo “spelluzzicare”);
  • Non riuscire a fermarsi e incapacità, in generale, di controllare il proprio comportamento alimetare;
  • Accumulare cibo con l’intenzione di mangiarlo di nascosto in un secondo momento;
  • Mangiare normalmente in presenza di altri ma abbuffarsi non appena si è soli;
  • Provare sentimenti di stress o ansia che possono essere alleviati solo mangiando;
  • Sentirsi come intorpiditi o comunque senza alcuna sensazione specifica durante l’abbuffata;
  • Non riuscire mai a sentirsi sazi: cioè, non sentirsi mai soddisfatti di quanto consumato indipendentemente dalla quantità di cibo assunto.

Tutto questo comporta delle conseguenze sul piano psicologico, fisico, emotivo e sociale, così come delle complicanze di tipo medico.

Ad esempio:

  • Disturbi cardiovascolari
  • Diabete di tipo 2
  • Disturbi del sonno: insonnia e/o apnee notturne
  • Ipertensione
  • Infiammazione o altre problematiche della cistifellea
  • Dolori articolari e/o muscolari
  • Problemi gastrointestinali
  • Depressione e/o ansia

Binge Eating Disorder: i Trattamenti

In presenza di un disturbo franco di Binge Eating Disorder (BED) è consigliabile rivolgersi a professionisti specializzati nei Disturbi dell’Alimentazione, senza improvvisare terapie “fai da te”.

La terapia più indicata comprende trattamenti di diverso tipo da parte di professionisti specializzati in Disturbi dell’Alimentazione, tra cui: psicologi, psichiatri, nutrizionisti e medici di diversa specializzazione, soprattutto in caso di disturbi fisici.

Lo scopo principale del trattamento è quello di interrompere le abitudini alimentari disfunzionali, individuando le situazioni e le motivazioni scatenanti (triggers) e fornendo alla persona le conoscenze e le strategie più appropriate per far fronte ai triggers con un comportamento contestuale funzionale e, più in generale, con abitudini di vita sane.

In particolare, il focus del sostegno psicologico sarà sulle emozioni-trigger, sul corretto riconoscimento delle stesse e sullo sviluppo di strategie di coping ottimali. Allo stesso modo, dovranno essere trattati gli eventuali disturbi compresenti – depressione, ansia, stress, bassa autostima – che possono aver preceduto l’insorgenza del BED (ed essere quindi concause) o essere insorti in un secondo momento. ortaggi

La terapia di questo disturbo dipende molto dall’orientamento del terapeuta e dalle peculiarità del soggetto, in ogni caso vi sono alcuni modelli terapeutici la cui efficienza, oltre ad aver ricevuto conferme in letteratura, è stata dimostrata nell’ambito clinico. Tra questi: la terapia cognitivo comportamentale (CBT, nata negli anni ’70 con Arnold Lazarus, Albert Ellis e Aaron Beck), che consente di individuare e modificare i pensieri e le emozioni che influenzano il comportamento disfunzionale; la terapia interpersonale (IPT), ideata da Harry Stack Sullivan negli anni ’30 e che si focalizza sulle relazioni interpersonali del soggetto – con i propri familiari, i propri pari ecc. – e su come le persone considerano se stesse nei contesti relazionali; la terapia dialettico comportamentale  (DBT) di Marsha Lineham, che si focalizza sull’insegnamento di strategie e “skills” individuali per far fronte allo stress e modulare le emozioni.

In alcuni casi è consigliabile ricorrere ad un trattamento in contesto residenziale dove iniziare un percorso multidisciplinare, grazie ad equipe di specialisti che lavorano in sinergia, da continuare poi una volta terminata la permanenza in clinica.

A questo proposito, nella mia esperienza come conduttore di gruppi e psicologa per i colloqui individuali, all’interno del reparto Disturbi Alimentari di una clinica neuropsichiatrica di Firenze, ho potuto constatare quanto fosse utile un approccio multidisciplinare per il trattamento del Binge Eating Disorder.

Proprio per questo ho ideato un percorso di gruppo, La libellula, che consente ai partecipanti di affrontare i propri problemi nel comportamento alimentare (anche se di lieve entità ma tali da influenzare il benessere quotidiano), affiancando, laddove sia richiesto, un percorso psicologico individuale.

disturbi alimentari

Se necessario, inoltre, mi avvalgo della collaboraborazione di una psichiatra e di una nutrizionista.

Per qualsiasi ulteriore informazione o per fissare  un appuntamento contattatemi:

email info@annalisailari.it, tel 331 3143184.

Il primo colloquio è gratuito.

 

 

 

 

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