Approfondimenti: Abbuffata

Quando si parla di Disturbi dell’Alimentazione si fa spesso riferimento all’Abbuffata.

Questo termine, che fa parte anche del linguaggio comune, indica un particolare comportamento che, per essere considerato degno di attenzione clinica, deve soddisfare alcune caratteristiche o criteri.

Vediamo quindi cosa si intende per Abbuffata nel linguaggio clinico relativo ai Disturbi dell’Alimentazione.

Intanto, l’Abbuffata ha caratteristiche sia quantitative che temporali: si tratta di un evento di assunzione smodata di cibo – in ogni caso oggettivamente superiore al fabbisogno del soggetto o a quanto mangerebbe un altro individuo – in un limitato lasso di tempo, in genere di due o tre ore. Anche se vengono privilegiati cibi “palatabili” (ricchi di grassi, sali e/o zucchero) il soggetto in “preda” all’episodio di abbuffata può mangiare qualsiasi cibo a sua disposizione. 

Vi sono inoltre caratteristiche comportamentali e psichiche come la sensazione di perdere il controllo e di non riuscire a fermarsi malgrado la volontà di farlo; il conseguente disagio e senso di colpa dopo l’assunzione del cibo (soprattutto per la paura di ingrassare); il senso di vergogna, già durante l’episodio di Abbuffata, che porta in genere a consumare il cibo in solitudine. Tipicamente, il soggetto che si abbuffa, nel senso patologico del termine, non è spinto dalla vera fame e continua a mangiare anche se si sente spiacevolmente pieno.

Quanto sopra esposto indica le caratteristiche delle Abbuffate Oggettive, da distinguire dalle Abbuffate Soggettive (il soggetto prova una sensazione di perdita di controllo ma la quantità di cibo non è oggettivamente elevata) e dalle Iperfagie (oggettive o soggettive) dove manca invece il senso di perdita di controllo.

Nella valutazione clinica di questi episodi vi sono poi altri elementi di cui tener conto. Seguendo Invernizzi (2006) vediamone i più importanti soprattutto al fine dell’inquadramento diagnostico di un paziente in uno dei Disturbi dell’Alimentazione più noti: Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Binge Eating Disorder (BED, o Disturbo da Alimentazione Incontrollata).

  • Abbuffate ricorrenti: l’essere ricorrenti è tipico sia della Bulimia Nervosa che del Binge Eating Disorder.
  • Comportamenti di compenso (o condotte di compensazione) tipiche della Bulimia Nervosa, sono assenti nel BED.
  • Frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compenso: se sono presenti almento 2 volte a settimana da almeno 3 mesi costituiscono criterio elettivo per la diagnosi di Bulimia Nervosa.
  • Preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico: che insieme ad una frequente dismorfofobia ritroviamo sia nell’Anoressia Nervosa che nella Bulimia Nervosa.
  • Le Abbuffate possono essere presenti anche nell’Anoressia Nervosa.

 

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